venerdì 18 gennaio 2013

La prima guerra mondiale


All’inizio del XX secolo l’Europa comprendeva molti stati nazionali ed alcuni imperi multinazionali (Austria-Ungheria, Russia, Impero Ottomano).

Alcuni stati europei (Francia, Inghilterra, Germania) erano grandi potenze, con un vasto impero coloniale negli altri continenti: essi avevano sia colonie di popolamento, dove i coloni europei si stabilivano definitivamente sostituendo gli indigeni, sia colonie di sfruttamento, dove gli imprenditori europei sfruttavano gli indigeni nelle miniere e nelle piantagioni. Tra le grandi potenze vi erano forti contrasti per il controllo dei domini coloniali.

Altri contrasti sorsero in Europa a seguito del nazionalismo: all’interno degli imperi multinazionali vivevano molti popoli diversi, che spesso rivendicavano la loro indipendenza. La crisi dell’impero turco rese la situazione particolarmente turbolenta nella penisola balcanica, dove i serbi volevano l’indipendenza e sia l’Austria sia la Russia volevano sostituirsi agli Ottomani.

Il pretesto per lo scoppio della prima guerra mondiale fu l’attentato di Sarajevo, quando l’erede al trono d’Austria fu ucciso da uno studente nazionalista serbo (1914).

Nel 1914, dunque, l’Austria attacca la Serbia. La Russia attacca l’Austria e la Germania sua alleata (fronte orientale). La Germania a sua volta attacca la Francia invadendo il Belgio (fronte occidentale). L’Inghilterra dichiara guerra a Germania ed Austria (i cosiddetti imperi centrali). L’Italia,  governata dai seguaci di Giovanni Giolitti e alleata degli imperi centrali, si mantiene neutrale. Gli schieramenti vedono allora contrapporsi Austria e Germania da un lato contro Russia, Francia e Inghilterra dall’altro (cfr. la cartina di p.38).

Nel 1915 i tedeschi avanzano verso Mosca sul fronte orientale. I Francesi bloccano l’avanzata tedesca sulla Marna. Germania e Inghilterra si combattono sul mare. L’Italia entra in guerra a fianco della Triplice Intesa (Russia, Francia e Inghilterra) rompendo la Triplice Alleanza (Austria, Germania e Italia) e attacca l’Austria per conquistare Trento e Trieste.

Nel 1916 la guerra diventa una lunga guerra di logoramento e di trincea, che il papa arrivò a definire “un’inutile strage”. Alla fine ci furono 5 milioni di morti, soprattutto a causa dell’uso di nuovi armamenti: mitraglie, carri armati, gas tossici, aerei, sommergibili…).

Nel 1917 la Russia, sconvolta dalla rivoluzione comunista, si ritira dal conflitto. Germania e Austria, liberatesi del fronte orientale, attaccano l’Italia che subisce la disfatta di Caporetto. Gli austriaci vengono fermati sulla linea del Piave. Gli USA entrano in guerra a fianco di Inghilterra e Francia.

Nel 1918 la guerra si concluse con la vittoria di Inghilterra, Francia, USA e Italia. La Germania perse molti territori e fu condannata a pagare ingenti danni di guerra. L’Austria-Ungheria si dissolse in più stati. L’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige, il Friuli e la Venezia Giulia. Gli USA divennero la nuova grande potenza, insieme a Francia ed Inghilterra, che ampliarono i loro domini coloniali.



Domande


  1. Quali sono i principali stati europei all’inizio del XX secolo?
  2. Quali sono le differenze tra colonie di popolamento e colonie di sfruttamento?
  3. Quali sono le cause più generali dello scoppio della prima guerra mondiale?
  4. Quale ne fu il pretesto più immediato?
  5. Quali sono gli schieramenti contrapposti nel 1914?
  6. Quali sono gli imperi centrali?
  7. Quali stati appartengono alla Triplice Intesa? E alla Triplice Alleanza?
  8. Cosa fa l’Italia nel 1914? Da chi è governata?
  9. Qual è il fronte orientale?
  10. Qual è il fronte occidentale?
  11. Quando e perché l’Italia entra in guerra?
  12. Cosa significa guerra di trincea e quali ne furono le conseguenze?
  13. Quali sono i tre avvenimenti che nel 1917 sconvolsero l’andamento del conflitto?
  14. Come e quando si concluse la prima guerra mondiale?

Uomini contro
Il film “Uomini contro” è un film di  Francesco Rosi, tratto da “Un anno sull’altopiano”, il libro autobiografico di Emilio Lussu. Questo film parla di alcuni episodi della prima guerra mondiale.
Il film inizia con un uomo che cerca di scappare per uscire dall’inferno della guerra, con questa scena il regista vuole mettere subito in cattiva luce la guerra.
Durante la ritirata degli Italiani, gli Austriaci organizzano un’imboscata, ma per fortuna uno dei soldati andati in avanscoperta dà l’alt. Il Generale Leone, un fanatico della guerra, però vuole farlo fucilare perché ha dato l’alt senza il suo permesso.
Così, il generale manda il tenente Ottolenghi a far fucilare il soldato. Quando Ottolenghi va dal soldato non gli fa sparare ma fa sparare in aria e porta al generale il corpo di un uomo morto nell’imboscata.
La prima guerra mondiale è l’ultima guerra dove viene usata la cavalleria, perché, come fa vedere il film, con le mitraglie e i cannoni i cavalli vengono sterminati.
Il Generale Leone era odiato dai suoi soldati, come testimonia questo episodio: mentre gli italiani attraversavano una montagna, il mulo del generale, cercando di disarcionarlo, cadde in un burrone e insieme con lui il generale. Nessuno cercò di salvarlo tranne un giovane soldato che lo tirò su prima che il generale perdesse la presa dal bordo del burrone. Una volta al sicuro il Generale si alza senza neanche ringraziare, prende un altro mulo e torna sui suoi passi. I compagni del soldato picchiano il giovane perché speravano che il Generale morisse.
La Prima Guerra Mondiale era una guerra di trincea, i soldati cercavano di conquistare le trincee nemiche ma la maggior parte dei tentativi non andava a buon fine.
Nella trincea di prima linea il Generale Leone si fa vedere coraggioso sporgendosi dalla trincea e quindi mostrandosi al nemico. Un cecchino gli spara, ma lo manca perché non aveva preso la mira. Allora il generale torna nella trincea fingendosi calmo e chiede a un soldato di fare come lui. Così il soldato si sporge, ma nel frattempo nell’altra trincea il cecchino aveva raddrizzato la mira e quindi spara in pieno petto al soldato. Leone lancia al ferito una monetina, come se fosse un poveraccio e dice: <<Questo è un eroe>>.
Il mattino dopo parte un piccolo gruppo di soldati va a tagliare il filo spinato che proteggeva le trincee nemiche, ma una volta arrivati scoprono che le cesoie non tagliano e quindi sono costretti a tornare indietro. Allora un maggiore ordina di andare a cercare altre cesoie e quando le trova, manda un gruppo di soldati a tagliare il filo spinato, ma la nebbia si era già alzata e i soldati andavano incontro a morte certa, quindi i soldati non si nascosero nemmeno e infatti vennero uccisi.
I soldati di prima linea hanno il diritto di avere il cambio, ma il cambio non arrivava. Allora i soldati si ribellano e fanno un falò con i fucili. Dopo poco tempo arrivarono i carabinieri che li minacciarono di sparare se non si fossero arresi. Cosi i soldati, anche se a malincuore, si ritirarono nei loro alloggi. Dopo un'accanita discussione tra gli ufficiali il generale diede l’ordine di decimazione, cioè di prendere un soldato ogni dieci e di farlo fucilare.
Dopo l’ennesima strage, il Tenente Ottolenghi, che era un socialista, disse ai soldati di non attaccare gli austriaci che erano nella loro stessa situazione ma di ribellarsi al generale e ai politici che li costringevano a combattere. Quando il tenente si gira per lanciarsi all’attacco delle trincee Italiane viene ucciso da una mitragliatrice italiana.
A guardia delle feritoie Italiane c’era un cecchino nemico, così bravo da riuscire a spezzare in due un rametto dietro la feritoia italiana. Il Tenente Sassu, nel tentativo di far uccidere il Generale Leone, lo porta davanti alla feritoia e gli dice di guardare attraverso il buco per vedere. Leone guardò nella feritoia diverse volte di seguito, ma il cecchino non sparava e quindi l’attentato non andò a buon fine.
Molti uomini, stanchi di farsi sparare addosso dai nemici, si sparavano nelle mani o nei piedi per farsi mandare a casa. Però molti venivano scoperti dalla commissione mrdica e mandati al carcere militare.
Quando arrivò l’artiglieria italiana, la provano ma sbagliano a puntare i cannoni e le cannonate arrivano sulle trincee italiane al posto di quelle austriache. I soldati Italiani si riparano nelle baracche ma il Maggiore cerca di farli andare all’attacco, visto che non lo ascoltavano decise di decimarli. Il Tenete Sassu si ribella e cerca di fermarlo. Così i soldati decisero di sparare al Maggiore invece che ai loro compagni.
Il Tenente Sassu venne portato al carcere militare, accusato di aver provocato la ribellione e l’uccisione del maggiore e alla fine del processo venne condannato a morte e quindi fucilato.


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